

REPORT SULLA
RILEVAZIONE
DELLA
PERCEZIONE
DELLA
QUALITÀ
DELLA VITA
DI PERSONE
CON
DISABILITÀ E
FAMIGLIE DI
PERSONE CON
DISABILITÀ
RESIDENTI
NEI COMUNI
DEI CINQUE
REALI SITI E
NEL COMUNE
DI CERIGNOLA
Progetto
cofinanziato
con il
contributo
delle
risorse
FEOGA-
LEADER+
Puglia PSL
Piana del
Tavoliere
Asse I
Misura 1.5:
La Rete dei
CBS Comitato
di Base per
lo Sviluppo.
Sez. 3. Fase
Rete per la
coesione
sociale e la
creazione di
partnership:
creazione di
una
struttura
associativa.
A CURA DI
CBS-
Gestione per
un Nuovo
Territorio
Sociale
ACRONIMO
Ge.N.Te.S.
Indagine sui
bisogni e
sulla
qualità
della vita
delle
persone
diversamente
abili
Come
indicato nel
progetto,
tra le
attività vi
è quella di
tracciare un
quadro
analitico
riguardo la
qualità di
vita della
popolazione
con
disabilità e
delle
famiglie di
persone
disabili
come parte
di cittadini
facilmente
soggetta a
fenomeni di
emarginazione
e disagio
sociale
attraverso
l’elaborazione
statistica
di dati
relativi a
soggetti
disabili. Si
è, quindi,
somministrato
un
questionario
sui bisogni
e sulla
qualità
della vita
delle
persone
diversamente
abili ad un
campione
rappresentativo
di famiglie
presenti nel
territorio
di Cerignola
e dei Cinque
Reali Siti.
Il
questionario
strutturato,
composto
principalmente
da risposte
chiuse per
agevolare la
somministrazione,
è stato
fatto
recapitare
alle
famiglie che
poi, una
volta
compilato,
lo hanno
riconsegnato.
Il
questionario
è
articolato
nelle
seguenti
quattro
sezioni:
Sezione A)
Composta
da 15
domande
dedicate
alle
informazioni
sul nucleo
famigliare
ovvero atte
ad
individuare
le
caratteristiche
della
famiglia in
riferimento
a
composizione,
luogo di
residenza,
situazione
lavorativa
ed
economica,
chi si
occupa del
disabile e
eventuali
aiuti
ricevuti
dall’esterno.
Sezione B)
Composta da
21 domande
dedicate
alla
descrizione
dei bisogni
della
persona con
disabilità
ovvero la
patologia
presentata,
le cause, i
principali
bisogni
della
persona con
disabilità,
(cura,
istruzione
inserimento
al lavoro
risorse
economiche
integrazione
sociale),
servizi di
cui
usufruisce,
livello di
partecipazione
alla vita
sociale e
tempo
libero,
possibilità
di accesso
ai servizi
di trasporto
pubblico).
Sezione C)
Composta da
4 domande
dedicate
alla tutela
della
persona con
disabilità
e ai
benefici di
cui
usufruisce.
Sezione D)
Composta da
9 domande
dedicate
alla
pianificazione
del futuro
della
persona con
disabilità e
della
famiglia ed
alle
aspettative
e
possibilità
di
miglioramento
in materia
d’inserimento
sociale del
diversamente
abile.
2.1 I
risultati
Sono stati
considerati
per la
rilevazione
statistica
soggetti
disabili di
età compresa
tra i 16
anni ed i 50
anni, tra i
quali non
vengono
contemplati
i soggetti
divenuti
disabili a
seguito di
incidenti
stradali o
patologie
che ne hanno
limitato le
sole
funzioni
motorie. Dai
dati emersi
dall’indagine,
che
ricordiamo è
stata
effettuata
nell’ambito
di Cerignola
e i Cinque
Reali Siti,
si segnalano
circa 80
casi di
disabilità.
La grande
maggioranza
di essi è
affetta da
un ritardo
psico-motorio
associato ad
una
cerebropatia;
molto
frequenti
anche i casi
di persone
affette
dalla
Sindrome di
Down. Sono
presenti,
poi, le
seguenti
patologie:
psicosi,
autismo,
distrofia,
sclerosi
multipla,
Sindrome di
Asperger,
epilessia,
spina
bifida. Si
segnala un
solo
soggetto
ipovedente.
Il
questionario
poteva
essere
compilato
dalla
persona
portatrice
di
disabilità o
da un suo
familiare o
tutore. Il
92% dei
rispondenti
sono stati
familiari.
Delle
diverse
sezioni
verranno
riportate
qui di
seguito le
informazioni
relative ai
risultati
più
rilevanti.

Sezione a)
informazioni
sul nucleo
famigliare
Risultano
prevalenti
le famiglie
con numero
di
componenti
uguale a 4
In tutto il
campione, il
disabile
vive con i
genitori che
si occupano
della cura
della
persona
disabile ed
è
prevalentemente
la madre ad
occuparsene.
·
Condizione
lavorativa
della
persona che
si occupa
in via
principale
della
persona con
disabilità
|
Occupato |
50% |
|
Pensionato |
30% |
|
Disoccupato |
15% |
|
Casalinga |
5% |
|
Inabile
al
lavoro |
0% |
|
Padre
madre
|
35% |
|
Madre |
45% |
|
Fratelli
/
sorelle |
18% |
|
Altri
famigliari
conviventi |
2% |
·
Situazione
economica:
La fonte di
reddito
principale
resta quella
da lavoro,
seguita
dalla
pensione
sociale e
l’assegno
d’accompagnamento;
in ultimo,
la pensione
di
reversibilità.
Più della
metà degli
intervistati
ritengono
che il loro
reddito sia
sufficiente
per vivere
in modo
dignitoso
|
Appena
sufficiente,
non
sono/siamo
in
grado
di
far
fronte
a
eventuali
emergenze
|
20% |
|
Sufficiente
per
fare
una
vita
dignitosa |
60% |
|
Più
che
sufficiente,
mi
posso/ci
possiamo
permettere
qualcosa
in
più
del
necessario |
20% |
|
Assegno
di
accompagnamento
|
15% |
|
Fonti
di
reddito
da
lavoro
|
50% |
|
Pensione
sociale
o di
invalidità
|
30% |
|
Pensione
di
reversibilità
|
5% |
La famiglia
può contare,
in caso di
necessità,
su persone
vicine, in
particolare
parenti e
amici, ma
non ci sono
aiuti
provenienti
da altre
risorse se
non quella
delle
associazioni
di
volontariato.
|
La
famiglia
può
contare,
in
caso
di
necessità,
sull’aiuto
non
retribuito
di
persone
non
conviventi? |
si |
no |
A
volte |
|
Parenti |
100% |
|
|
|
Amici |
|
20% |
80% |
|
Vicini |
|
100% |
|
|
Persone
appartenenti
ad
una
associazione
di
volontariato |
50% |
|
50% |
|
Altre
persone |
10% |
90% |
|
Sezione B)
INFORMAZIONI
RELATIVE
ALLA
DESCRIZIONE
DEI
BISOGNI
DELLA
PERSONA CON
DISABILITA’
E DELLE
RISPOSTE
OGGI IN ATTO
All’interno
del campione
sono state
individuate
diverse
forme di
disabilità,
il 50% di
loro
considerati
non
autosufficienti
e il 50%
autosufficienti.
Le cause
principali
di
disabilità
sono
malformazioni,
malattie
congenite e
problemi
alla
nascita.
Dai dati
emersi
risulta che
ad oggi i
bisogni
principali
della
persona con
disabilità
siano: Cura
e
assistenza,
istruzione e
integrazione
sociale.
Nella vita
della
persona con
disabilità,
fondamentale
è il
servizio
fornito
dalle
associazioni
di
volontariato
che da tutto
il campione
viene
giudicato
buono.
Ma vediamo
nello
specifico
qual è la
situazione
relativa ai
bisogni
d’integrazione
sociale e
coltivazione
d’interessi
da parte
della
persona con
disabilità.
Viene
riportato di
seguito in
percentuale
il numero
dei
diversamente
abili che
abitualmente
o
saltuariamente
svolgono le
condotte
richieste :
Con quale
frequenza
|
Tutti
giorni |
Qualche
volta
a
settimana
|
Una
volta
a
settimana
|
Qualche
volta
al
mese
|
Qualche
volta
durante
l’anno
|
MAI |
|
Incontra
(in
casa
o
fuori)
parenti
non
conviventi |
100% |
|
|
|
|
|
|
|
Incontra
(in
casa
o
fuori)
amici |
45% |
35% |
5% |
5% |
10% |
|
|
|
Comunica
telefonicamente
con
parenti
non
conviventi |
|
|
|
|
|
100% |
|
|
Comunica
telefonicamente
con
amici |
|
|
|
|
|
100% |
|
|
Svolge
attività
fisica
o
sportiva |
|
10% |
10% |
|
|
80% |
|
|
Si
reca
a
funzioni
religiose |
20% |
15% |
5% |
20% |
20% |
20% |
|
|
Frequenta
corsi
per
interesse
personale |
|
10% |
|
|
|
90% |
|
|
Gioca,
si
diverte |
35% |
5% |
|
|
|
40% |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Per quanto
riguarda la
partecipazione
alle varie
attività
svolte dalle
associazioni
presenti
nell’ambito
territoriale,
tutte le
persone con
disabilità
hanno
affermato di
non
frequentare
mai
associazioni
culturali e
partiti
politici.
Solo 43 di
loro
frequentano
abitualmente
associazioni
di disabili
24
dichiarano
di
frequentare
settimanalmente
Chiesa o
Gruppi
parrocchiali.
76 degli 80
intervistati
hanno
affermato di
voler
svolgere
altre
attività nel
tempo libero
ma di non
poterlo fare
per la
necessità di
ausili di
cui non
dispone, la
necessità di
essere
assistito da
qualcuno, la
mancanza di
servizi di
trasporto.
Ecco quanto
emerso dai
dati
rilevati (la
tabella
riporta il
numero di
soggetti che
svolgono o
meno le
attività
riportate).
Con che
frequenza
partecipa
all’attività
di:
|
Tutti
giorni |
Qualche
volta
a
settimana
|
Una
volta
a
settimana
|
Qualche
volta
al
mese
|
Qualche
volta
durante
l’anno
|
MAI |
|
Associazioni
di
disabili |
43 |
26 |
|
|
11 |
|
|
|
Altre
associazioni
o
gruppi
di
volontariato |
20 |
40 |
|
|
6 |
14 |
|
|
Associazioni
culturali |
|
|
|
|
|
80 |
|
|
Associazioni
sportive |
|
25 |
|
|
|
55 |
|
|
Chiesa,
gruppi
parrocchiali |
|
24 |
16 |
|
8 |
32 |
|
|
Partiti
politici |
|
|
|
|
|
80 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Per quanto
riguarda gli
Item
relativi
agli
spostamenti
o viaggi
svolti, il
55% degli
intervistati
ha
effettuato
un viaggio
negli ultimi
dodici mesi
ma nessuno
ha
utilizzato i
mezzi
pubblici.
La
difficoltà
più
selezionata
è
l’esistenza
di barriere
architettoniche
che
impediscono
l’accesso ai
servizi.
Tra coloro
che non
hanno svolto
alcun
viaggio nel
periodo di
riferimento,
la
motivazione
riportata
più
frequentemente
è la
mancanza di
servizi di
trasporto,
edifici e
luoghi di
ritrovo
adeguati ed
accessibili.
Sezione c)
tutela della
persona
disabile
Alla domanda
:
La persona
con
disabilità è
inabilitata
o interdetta?
78 sono le
risposte
affermative.
La persona
con
disabilità,
in gran
parte dei
casi risulta
beneficiaria
di una
pensione
d’invalidità.
Non ci sono
polizze
assicurative
a favore
della
persona con
disabilità
in tutti i
questionari
compilati
dal campione
di
riferimento.
Sezione d)
pianificazione
del futuro
della
persona con
disabilità e
della sua
famiglia
Nelle
famiglie, in
generale si
parla spesso
della
situazione
della
persona con
disabilità
ma molti
degli
intervistati
non hanno
ancora le
idee chiare
sul futuro
della
stessa. Si
pensa di
affidare il
futuro della
persona
diversamente
abile per lo
più a
fratelli o
sorelle. Per
quanto
riguarda la
fiducia nei
servizi del
territorio è
relativamente
bassa, gran
parte degli
intervistati
ritiene che
i servizi
siano
insufficienti
e vorrebbe
veder
realizzato
in tempi
brevi un
progetto sul
territorio.
Le
informazioni
riguardanti
i servizi
offerti ai
disabili
vengono
soprattutto
da parenti
ed amici,
seguiti
dagli
assistenti
sociali. Una
delle
principali
iniziative
che gli
intervistati
richiedono
ai servizi è
relativa al
supermento
dell’idea
d’abbandono.
Di seguito
sono
riportati i
dati
relativi
alla
frequenza
nelle
risposte.
In famiglia
si è parlato
del futuro
della
persona con
disabilità?
|
Si,
spesso
|
64 |
|
Si,
qualche
volta
|
16 |
|
No,
mai
|
0 |
In generale
come sarà ,
a vostro
giudizio, il
bisogno di
assistenza
della
persona con
disabilità
per il
futuro?
|
Stabile |
10 |
|
Diminuirà |
0 |
|
Aumenterà |
53 |
|
Non
so
dire |
17 |
In famiglia
, quali sono
le soluzioni
prospettate?
|
Non
ci
sono
ancora
le
idee
chiare |
54 |
|
Appartamento
attuale |
0 |
|
Comunità
alloggio |
0 |
|
Centro
residenziale |
26 |
|
Altro
(specificare) |
0 |
In generale,
a chi
pensate di
affidare la
gestione del
futuro della
persona con
disabilità?
|
Non
ci
sono
ancora
le
idee
chiare |
26 |
|
Genitori |
10 |
|
Fratelli
/
sorelle |
44 |
|
Amici
/
volontari |
0 |
|
Amministratore
di
sostegno |
0 |
|
Tutore |
0 |
Che cosa
pensate in
generale dei
servizi
presenti
attualmente
nel vostro
territorio?
|
Non
saprei
esprimere
una
valutazione |
18 |
|
|
Non
sono
una
priorità
per
noi
oggi |
0 |
|
|
Sono
importanti,
ma
accanto
ad
altre
necessità |
2 |
|
|
Sono
una
questione
prioritaria |
0 |
|
|
Altro
(specificare) |
60 |
insufficienti |
Entro quanto
tempo
vorreste si
realizzasse
un progetto
nel vostro
territorio?
|
Non
sono
chiari
i
tempi |
14 |
|
A
breve
(entro
al
massimo
2
anni) |
43 |
|
Entro
3-5
anni |
23 |
|
Oltre
5
anni |
0 |
Quali sono i
principali
problemi che
vi sembrano
più
rilevanti
rispetto
alle
iniziative
proposte da
servizi ?
|
Superare
l’idea
di
abbandono |
55 |
|
I
costi
eccessivi |
0 |
|
La
non
chiarezza
delle
proposte |
0 |
|
La
scarsa
fiducia
nei
servizi |
25 |
|
Altro
(specificare) |
0 |
Siete
disponibili
a investire
risorse
proprie
rispetto a
iniziative
sulla
disabilità?
|
Non
ci
ho /
abbiamo
mai
pensato |
16 |
|
No,
non
sono
/
siamo
disponibili |
0 |
|
Sì,
risorse
economiche |
20 |
|
Sì,
risorse
immobiliari |
12 |
|
Sì,
volontariato |
32 |
2.2
Considerazioni
conclusive
Sulla base
dell’analisi
dei bisogni
effettuata
attraverso
il nostro
questionario,
risulta che
i bisogni
fondamentali
delle
persone
diversamente
abili
nell’ambito
di Cerignola
e dei Cinque
Reali Siti
possono
essere così
sintetizzati:
1.
Accesso da
parte del
disabile al
circuito
sociale e
lavorativo;
2.
Maggiore
conoscenza
delle
risorse
territoriali;
3.
Maggiore
autonomia
del disabile
nell’uso si
mezzi
pubblici per
il
trasporto;
4.
Maggiore
autonomia
del disabile
dal
care-giver –
molto spesso
è la madre
ad occuparsi
quotidianamente
del
disabile,
senza poter
svolgere
alcuna
attività
lavorativa e
limitando
allo stretto
necessario
il proprio
tempo
libero;
5.
Maggiore
socializzazione
delle
famiglie;
6.
Alleviamento
del compito
di cura
delle
famiglie.
È chiaro,
quindi, come
siano ancora
poche le
risposte
fornite ai
tanti
bisogni che
tale fascia
di
popolazione
presenta. A
questo si
aggiunge una
scarsa
conoscenza
del fenomeno
da parte del
contesto
sociale.
C’è, però,
un dato che
lascia
sperare in
un possibile
futuro
cambiamento
in positivo
relativo
alla
possibilità
di un
dialogo
produttivo
tra le
famiglie dei
diversamente
abili e gli
enti
pubblici e
privati
presenti sul
nostro
territorio.
Molti degli
intervistati,
infatti,
hanno
affermato di
essere
disposti ad
investire
risorse sia
attraverso
il
volontariato
che
attraverso i
mezzi a
propria
disposizione
per
iniziative a
favore delle
persone con
disabilità e
delle loro
famiglie.
Questa
disponibilità
può far
sperare
nella
possibilità
di una
collaborazione
tra il
nostro
sportello-CBS
e le
famiglie
delle
persone con
disabilità
per poter
pianificare
le attività
future
dell’associazione.
Verificando
le
condizioni
di vita
della
popolazione
attraverso
l’utilizzo
di questo
strumento
d’indagine
si è cercato
di
promuovere
la creazione
di un
sistema di
indicatori
in grado di
rilevare le
differenze
tra le
politiche
sociali
preesistenti
e i
risultati
ottenuti
mediante
quelle
adottate,
con lo scopo
di
sviluppare
in seguito
idee
progettuali
più efficaci
ed
efficienti.
|